News 2024

02/2024

Imballaggi: l’incomprensibile penna ideologica europea e lo smarrimento nazionale

Lo schema di Regolamento europeo (PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation) che diventerà norma vincolante entro il 2024, vuole anche abolire le plastiche monouso a vantaggio degli imballaggi sostenibili.
La consultazione pubblica avviata si concluderà il 20 aprile 2024.
Lo schema approvato a fine 2023 lascia presagire pesanti effetti sulla realtà economica italiana legata alla produzione degli imballaggi e, una volta diventati rifiuti, alla loro successiva gestione. Infatti, gli obiettivi sono rappresentati da:
riduzione della produzione pro capite di rifiuti da imballaggio, rispetto al 2018: 5% entro il 2030; 10% entro il 2035; 15% entro il 2040;
• far diventare gli imballaggi riciclabili in modo economicamente vantaggioso entro il 2030;
introduzione dal 1° gennaio 2030 di tassi vincolanti di contenuto riciclato nei nuovi imballaggi in plastica.

Nel 2021, secondo i dati Conai, l’Italia ha avviato a riciclo il 73,3% degli imballaggi immessi sul mercato: 1O milioni e 550mila tonnellate. Dati che destituiscono di fondamento la valenza specifica del riutilizzo; questa avrebbe un senso solo ove si dimostrasse l’effettiva impossibilità di raccolta e riciclabilità degli imballaggi. Il che non è; nonostante questo, si va verso l’esposizione a rischio e la depressione del modello italiano. Un modello che, con largo anticipo, ha superato i target Ue e che, creando lavoro e tutelando l’ambiente, afferma i principi della circolarità della materia e quindi dell’economia.

01/2024

Spesa per l’ambiente, lstat: +10,6 %

Secondo il report lstat del 21 dicembre 2023 la spesa per la protezione dell’ambiente nel 2021 ha superato i 46 miliardi di euro, di cui la maggior parte di quella per depurazione acque e gestione rifiuti è sostenuta da imprese.

Dati diffusi dall’Istituto di statistica, nel 2021 il valore dei beni e servizi prodotti per la tutela ambientale sale a 181 miliardi (+54,1%), la spesa per la protezione dell’ambiente a 46,6 miliardi (+10,6% sul 2020) e il gettito delle imposte ambientali a 55 miliardi (+8,1%).

In particolare la spesa sostenuta in Italia per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento e di ogni altra forma di degrado ambientale è stata pari al 2,6% del Pil, in leggera salita rispetto al 2020 (+2,5%). Le attività di gestione dei rifiuti, per la prevenzione della loro produzione, raccolta, trattamento e smaltimento, assorbono, come nel 2020 oltre la metà della spesa nazionale per la protezione dell’ambiente, pari a 24 miliardi (+1O,1 % sul 2020).

La maggior parte delle spese nei settori della depurazione delle acque (65%) e della gestione dei rifiuti (54%) è sostenuta dalle imprese attraverso investimenti o consumi per lo svolgimento delle loro attività, mentre le famiglie, acquistando tali servizi, coprono il 25% (depurazione) e il 29% (gestione rifiuti) della spesa totale.

Infine le ecoindustrie (le attività economiche che hanno come fine la tutela dell’ambiente) tornano a crescere nel 2021, l’incremento più rilevante è stato registrato per le attività volte al miglioramento dell’efficienza energetica (+178,9% rispetto al 2020).