News 2025

12/2025

12/2025

Italia al top in Europa per riciclo e riutilizzo di materiali: ecco dove siamo bravi

Nel 2023 sono stati riciclati 137 milioni di tonnellate di rifiuti, molto al di sopra della media europea, secondo il Rapporto “Il ricicla in Italia 2024”.
Siamo i più bravi in Europa nel riciclo. Occorre dirlo: nel 2023, sono stati riciclati 137 milioni di tonnellate di rifiuti (carta e cartone, acciaio, vetro, alluminio, legno e bioplastiche), una percentuale molto alta rispetto al totale dei rifiuti trattati, pari all’85,6% tra urbani e speciali compresi i rifiuti inerti, mentre nella classifica europea, in cui siamo i primi, la media UE è ferma al 40,8%.
Ben il 20,8% dei materiali utilizzati dall’industria proviene proprio dal riciclo dei rifiuti, quasi il doppio rispetto alla media europea. Dal 2019 siamo cresciuti di ben 2 punti percentuali. Dietro di noi, 17,6% in Francia, 13,9% in Germania, 8,5% in Spagna. Sono 10.500.000 le tonnellate di rifiuti d’imballaggio riciclati nel 2023, con un tasso di riciclo pari al 75,3%,in aumento del 4,2% rispetto al 2022, oltre l’obiettivo europeo di riciclo del 65% al 2025.
Commenta Ignazio Capuano, presidente CONAI – “se pensiamo al riciclo degli imballaggi, l’Italia è oggi un punto di riferimento a livello europeo e questo risultato è frutto dell’impegno di tutti gli attori della filiera, dalle imprese alle istituzioni fino ai cittadini. L’augurio ora è che sempre più materiali, non solo quelli da imballaggio, siano valorizzati a fine vita e trovino nuova vita grazie al riciclo”.

11/2025

Il proprietario del terreno se non vigila risponde dell’inquinamento altrui

E’ responsabile dell’inquinamento prodotto dai rifiuti depositati da terzi sul proprio sito, il proprietario che non effettua visite regolari, né appone cartellonistica né installa recinzioni. Anche se tale inquinamento non è stato da lui causato direttamente. Così il Tar del Veneto che – con la sentenza 7 ottobre 2025, n.1739 – ha respinto il ricorso di due privati. La motivazione del giudice amministrativo veneto conferma la tesi dei ricorrenti circa la necessità che la responsabilità del proprietario per la violazione del divieto di abbandono di rifiuti si fondi sull’accertamento di una sua condotta dolosa o colposa. Il Tar Veneto afferma che «la responsabilità e ravvisabile anche nell’omissione» di quei controlli che sono doverosi al fine di impedire a terzi le condotte vietate dalle norme. Al riguardo, l’istruttoria comunale ha rilevato il competo disinteresse dei ricorrenti circa la custodia dell’area, l’inesistenza di ispezioni periodiche dei luoghi e l’assenza di recinzioni e cartelli che intimassero il divieto di scarico. Il che, secondo il Tribunale, ha favorito «senza dubbio» lo sversamento incontrollato di rifiuti.

10/2025

Rifiuti, pene più severe contro abbandoni e roghi

Diventano delitti la gestione, la discarica abusiva e la spedizione illegale
Il decreto legge modifica il Testo unico dell’ambiente (decreto legislativo 152/2006), in primo luogo in materia di abbandono rifiuti.
Se sono non pericolosi, il reato rimane una contravvenzione (ammenda da 1.500 a 18mila euro); se il reo è titolare di un’impresa o responsabile di un ente scatta l’arresto da sei mesi a due anni o l’ammenda da tremila a 27mila euro. Quando i fatti sono realizzati con veicoli a motore, per il conducente si aggiunge la sospensione della patente da uno a quattro mesi.
L’abbandono di mozziconi o rifiuti di piccolissime dimensioni è punito con la sanzione amministrativa da 80 a 320 euro.
Il reato diventa un delitto punito con la reclusione da sei a cinque anni se provoca un pericolo per la vita o l’incolumità delle persone. Anche l’abbandono di rifiuti pericolosi progredisce a delitto, punito da uno a cinque anni di reclusione.
Diventano delitti anche gestione abusiva di rifiuti, discarica non autorizzata e spedizione illegale di rifiuti. La reclusione è da sei mesi a tre anni se la gestione non autorizzata riguarda rifiuti non pericolosi e sale da uno a cinque anni per i pericolosi.
La miscelazione di rifiuti viene punita con l’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da 2.600 euro a 26mila euro.
Inasprimenti riguardano la combustione illecita di rifiuti nei <> reclusione da tre a sei anni per i non pericolosi e da tre anni e sei mesi a sette anni per i pericolosi.
Novità anche sul fronte delle indagini: arresto in flagranza differita e operazioni sotto copertura diventano misure adottabili in relazione a tutti i principali reati ambientali, tra i quali i nuovi delitti.

09/2025

Emissione gas serra: UE sulla buona strada

La Commissione europea ha comunicato ufficialmente che potremmo abbattere del 54% le emissioni di gas serra entro il 2030, a patto che gli stati mantengano le promesse. Sono infatti proiezioni basate sugli impegni contenuti nei Piani Nazionali per l’Energia e il Clima (PNEC) che ciascuno stato membro ha presentato a giugno dello scorso anno per illustrare come i singoli paesi intendano raggiungere gli obiettivi climatici fissati dall’Unione europea. Già oggi, il 24,5% di tutta l’energia utilizzata in Unione europea proviene da fonti rinnovabili e abbiamo tracciato la strada verso un 42,5% dei consumi derivanti da energia pulita che «sta diventando la principale fonte di elettricità nell’UE».
«L’Europa sta dimostrando che obiettivi affidabili e prevedibili basati sulla scienza e una regolamentazione adeguata danno i loro frutti».
Nel frattempo, i piani già approvati dovranno trasformarsi in azioni concrete, con l’impiego di fondi pubblici e l’incoraggiamento degli investitori privati. Serviranno circa 570 miliardi di euro da qui al 2030.

08/2025

07/2025

Verde urbano, gli alberi nelle città hanno una funzione salvavita

Il verde urbano ha un effetto benefico sulla salute delle persone, al punto di ridurne la mortalità. È il risultato di uno studio delle aree urbane in tutto il mondo nell’arco di 20 anni. Dove c’è più verde urbano si vive meglio e ci si ammala meno, gli alberi sono un salvavita in ogni parte del mondo.
È noto che gli alberi svolgono una funzione di raffrescamento nei centri urbani, tanto più importante se osserviamo l’aumento costante delle temperature dovuto agli effetti del cambiamento climatico.
Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato sia in Italia sia a livello globale, purtroppo non si tratta di un record isolato, bensì gli anni dal 2015 al 2024 sono stati i più caldi dal 1880.

Lo studio internazionale Estimating the urban heat-related mortality burden due to greenness: a global modelling study, conferma l’effetto benefico del verde sulla salute delle persone e ha calcolato per macro aree geografiche quanti decessi in meno ci sarebbero stati con l’aumento del verde urbano:
• 396.955 decessi in meno in Europa (di cui 37.616 in Italia);
Il risultato più significativo è aver documentato che l’aumento del verde urbano è un fattore determinante per attenuare l’esposizione al calore e diminuirne l’impatto sulla salute umana.

06/2025

Industria rifiuti, settore in crescita: valore aziende sfiora 12 miliardi euro

Secondo il Was Annual Report 2024, nell’ultimo decennio il settore ha subito un profondo cambiamento trasformando le aziende coinvolte da semplici gestori della raccolta dei Rifiuti a protagoniste della transizione ecologica ed energetica.

Il settore dei rifiuti, o per meglio dire, l‘industria dei rifiuti sta cambiando rapidamente. Negli ultimi 10 anni, la tecnologia introdotta negli impianti ha trasformato il rifiuto in risorsa, ed oggi il comparto è un protagonista dell’economia circolare.
A sottolineare questi cambiamenti, il Was Annual Report 2024, dossier realizzato da Althesys, che da undici anni analizza l’evoluzione del sistema rifiuti.
Il primo dato da sottolineare è che nel 2023 le aziende di settore si sono ingrandite, arrivando a 11,8 miliardi di euro di valore, con una crescita del 3,8%, e portando gli investimenti a 1,1 miliardi, con un’impennata dell’8,6%.

L’Industria rifiuti, 120 player coprono la maggioranza di settore

Secondo il quale la novità di questi ultimi anni è che i “rifiuti speciali hanno affiancato quelli urbani, perché ormai si assiste ad una convergenza tra i due reparti, un fattore che è cambiato molto in questi 10 anni, dai tempi del primo WAS Report.
Anche l’innovazione tecnologica è di frontiera, favorendo sempre di più la transizione ecologica ed energetica.

05/2025

Mud 2025, presentazione entro il 28/6 con nuova modulistica

Pubblicato il nuovo Modello unico di dichiarazione ambientale (cd. “Mud”) che i soggetti interessati devono trasmettere alle Camere di commercio entro il 28 giugno 2025.

Il modello è stato approvato con Dpcm 29 gennaio 2025. La legge 70/1994 istitutiva del Mud stabilisce che, quando il nuovo modello viene pubblicato sulla Gazzetta ufficiale entro la data del 1° marzo, il termine ultimo per la presentazione dello stesso viene fissato al 120° giorno successivo alla data di pubblicazione. Il Dpcm 29 gennaio 2025 è stato pubblicato il 28 febbraio 2025 e quindi il Mud deve essere presentato entro la data del giugno 2025.

La nuova modulistica va utilizzata per dichiarare i rifiuti prodotti e gestiti e le Aee prodotte nel corso del 2024.

Tra le principali novità del documento, l’introduzione del campo ammendante compostato con fanghi (Acf) nella scheda materiali secondari (Mat), l’aggiornamento delle istruzioni di compilazione con riferimento a vari aspetti della disciplina (per le attività di servizi per la persona, il calcolo del numero degli addetti, le schede implementate e la correzione di errori) e l’allineamento della comunicazione rifiuti urbani alle ultime indicazioni dell’Arera.

04/2025

04/2025

Rinnovabili e autoconsumo imprese, criteri finanziamenti al Sud

Il Ministero dell’ambiente ha diffuso i criteri per i progetti di investimento delle imprese del Sud Italia diretti a realizzare impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo.
Il decreto ministeriale 8 ottobre 2024, n. 341 in vigore dal 20 febbraio 2025 attua quanto previsto dall’articolo 33 del decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60. Il provvedimento mira a sostenere lo sviluppo delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. I soldi arrivano dal Programma nazionale “Ricerca, innovazione e competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”.
Il budget è di 1.062.675.000 euro. Alle imprese vanno oltre 200 milioni di euro, il resto finanzia investimenti dei concessionari del servizio di distribuzione pubblica dell’energia. Le imprese del Sud Italia potranno vedersi finanziare investimenti per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili nelle aree industriali, produttive e artigianali situate in Comuni sopra i 5.000 abitanti.
Saranno ammessi progetti di realizzazione di impianti sugli edifici esistenti destinati all’esercizio dell’attività di impresa e che producono energia per l’autoconsumo immediato dell’impresa stessa. Potranno beneficiare degli incentivi anche le batterie di stoccaggio dell’energia prodotta per essere usata in seguito. Con successivi provvedimenti saranno lanciati gli avvisi per selezionare le proposte di investimento.

03/2025

RENTRI, partenza RECORD!

In base ai dati MinAmbiente il nuovo Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (Rentri) – operativo dal 13 febbraio 2025 – è partito con un incremento di iscritti del 100% rispetto alle stime previste.
Le informazioni sono state rese note dal Ministero dell’ambiente con un comunicato stampa pubblicato il 20 febbraio 2025.
A tale data, in base al comunicato, sarebbero più di 153mila le unità locali già iscritte al Rentri.
In poco più di sette giorni di operatività sarebbero stati vidimati digitalmente tramite il Rentri circa 3 milioni di formulari e 94mila registri di carico e scarico: in totale più di 180mila le movimentazioni comunicate al portale.
La maggior parte dei soggetti iscritti sono imprese ed Enti produttori di rifiuti, registrati in 136mila; un quarto di questi (34 mila) si è registrato in forma volontaria, non essendo obbligati ex Dm 59/2023.

02/2025

È il momento di accelerare verso un’Europa sostenibile e resiliente

L’economia europea e il benessere dei suoi cittadini dipendono in modo cruciale da un ambiente naturale sano e resiliente, da un clima stabile e da un uso sostenibile a lungo termine delle risorse. Con l’inizio del nuovo ciclo politico dell’Europa, gli orientamenti politici della presidente eletta della Commissione e le lettere di missione dei futuri commissari ribadiscono la rotta verso la sostenibilità, aggiungendo un’ulteriore attenzione alla sicurezza per aumentare la resilienza dell’Europa alle crisi attuali e future. L’Europa ha già compiuto progressi significativi in molti settori e l’espansione delle politiche esistenti rappresenteranno una panacea nella realizzazione di ulteriori progressi.

01/2025

RENTRI, l’intelligenza artificiale introdotta dal 2025.

Siamo al “countdown”, il 13 febbraio 2025 scade il termine per l’iscrizione del primo gruppo di soggetti obbligati al RENTRI. E da quel giorno inizia la grande avventura verso il nuovo che avanza: la gestione informatizzata della tracciabilità dei rifiuti.

Una rifondazione del rapporto produttore/gestore di rifiuti e Autorità di controllo per il miglioramento e la gestione razionale del sistema tracciante.

Il RENTRI è un portale web a cui, tutta la filiera dei rifiuti (produttori, trasportatori, destinatari e intermediari), dovrà inviare e ricevere le informazioni relative al proprio Registro di carico/scarico rifiuti ed ai propri Formulari. È lo strumento su cui il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica fonda il sistema di tracciabilità dei rifiuti e prevede la digitalizzazione dei documenti relativi alla movimentazione e al trasporto dei rifiuti.

Il successo di ogni sistema di massa, e quindi anche del RENTRI, dipende da valutazioni di convenienza (anche collettiva) da parte degli utenti. Le sanzioni non bastano. In “Nexus: breve storia delle reti di informazione dall’età della pietra all’IA” (Bompiani – 2024) il suo Autore Yuval N. Harari afferma che il principale compito dell’informazione sia quello di “collegare piuttosto che di rappresentare“; quindi, la forza dell’intelligenza artificiale sta tutta nell’interconnessione dei dati in base a quello che noi vogliamo farne. Però, prosegue Harari, la storia insegna che le reti informative hanno spesso “privilegiato l’ordine rispetto alla verità“.

In ogni caso, ben arrivato RENTRI e buon lavoro all’Albo gestori, con la riserva che la massa critica di dati acquisita serva, in prospettiva e opportunamente ausiliata dall’intelligenza artificiale, a stroncare (quasi) sul nascere le gestioni “allegre”, o anche solo “opache”: il grandioso campanello di allarme di clandestinità più radicate e sommerse.